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Whistleblowing e Modello 231: come integrare il canale di segnalazione
Il D.lgs. 24/2023 lega strettamente il whistleblowing al Modello 231. Chi ha adottato un Modello organizzativo 231 deve dotarsi di un canale di segnalazione a prescindere dal numero di dipendenti. Ecco come integrare i due sistemi.
Perché il Modello 231 impone il whistleblowing
Per gli enti dotati di un Modello 231 l’obbligo di istituire un canale di segnalazione vale indipendentemente dalla dimensione. Il canale non è un adempimento separato: è parte del sistema di prevenzione dei reati su cui si fonda l’efficacia del Modello.
Il ruolo dell’organismo di vigilanza
L’organismo di vigilanza (OdV) è chiamato a sovrintendere alla gestione delle segnalazioni e a verificarne l’efficacia. Il canale di whistleblowing gli fornisce un flusso strutturato di informazioni utile proprio alla vigilanza sul Modello.
I requisiti del canale
- Avviso di ricevimento entro 7 giorni e riscontro entro 3 mesi (art. 5)
- Riservatezza dell’identità del segnalante (art. 12)
- Segnalazioni anonime ammesse se sufficientemente circostanziate
- Conservazione dei dati per un massimo di 5 anni (art. 14)
Integrare senza appesantire il Modello 231
Whistlechannel fornisce un canale chiavi in mano che si integra nel Modello 231: ospitato esclusivamente a Stoccolma senza sub-responsabili statunitensi, senza log dell’IP, in 24 lingue dell’UE e con prezzi trasparenti a partire da 99 SEK/mese.