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Software whistleblowing: come scegliere una piattaforma conforme al D.lgs 24/2023 e al GDPR
Su una scheda prodotto le piattaforme di segnalazione si assomigliano tutte. Ciò che conta per la compliance è dove risiedono i dati, come è garantito l’anonimato e se lo strumento copre davvero gli obblighi del D.lgs. 24/2023. Ecco i criteri di scelta.
I criteri di scelta
- Hosting nell’UE, senza sub-responsabili statunitensi
- Conformità al GDPR — idealmente senza clausole contrattuali standard, perché i dati non lasciano l’UE
- Copertura del D.lgs. 24/2023 — canale riservato, avviso entro 7 giorni, riscontro entro 3 mesi, tutela dalle ritorsioni
- Anonimato tecnico — nessuna registrazione dell’IP, crittografia forte, dialogo pseudonimo a due vie
- Lingue — quelle effettivamente parlate dai dipendenti
- Prezzi trasparenti — pubblicati, senza costi di attivazione né vincoli
- Attivazione in self-service — operativa in pochi minuti
Perché l’hosting decide tutto (Schrems II)
Dopo la sentenza Schrems II, i dati ospitati presso un fornitore statunitense restano esposti al CLOUD Act e alla FISA 702, anche se archiviati in un data center europeo. Solo un hosting nell’UE senza sub-responsabili statunitensi elimina questo rischio. Chiedete quindi esplicitamente la sede e l’elenco dei sub-responsabili.
Software o canale esternalizzato?
Il decreto ammette l’affidamento del canale a un fornitore esterno. Alcuni vendono solo software; un canale chiavi in mano gestisce anche l’istruttoria delle segnalazioni. Per gli enti con Modello 231, il canale va inoltre integrato con l’organismo di vigilanza.
Whistlechannel rispetto ai criteri
Whistlechannel è ospitato esclusivamente a Stoccolma, senza sub-responsabili statunitensi, senza registrazione degli indirizzi IP e con crittografia AES-256. Copre gli obblighi del decreto, è disponibile in 24 lingue dell’UE e ha prezzi trasparenti a partire da 99 SEK/mese — in self-service, senza chiamate commerciali.